Come avete potuto farlo?

Voi che con una firma avete concesso

di estirpare quel poco di terra che ci rimane

per un’autostrada, un quartiere, uno stabilimento nuovo,

come avete potuto farlo?

Con che coraggio avete regalato

ai vostri figli e alle nostre figlie

alle vostre nipoti e ai nostri nipoti

una terra di asfalto,

un orizzonte chiuso dal cemento,

un futuro chiuso da una neoplasia?

La sera, coricandovi, come rispondete

alle domande della vostra coscienza?

Davvero vi nascondete dietro al dito

della crescita economica a tutti i costi?

O vi siete semplicemente arresi

alla tentazione della corruzione?

Dovrei scrivere i vostri nomi,

uno per uno, qui sotto,

per gridare di chi è la firma

sulla bara grigia della nostra pianura.

Ma se la vostra mancanza di coraggio è colpevole,

altrettanto colpevole è l’ignavia di molti:

ogni metro di asfalto

è anche la nostra acqua in bottiglia,

è anche l’automobile presa per pigrizia,

è anche il nostro dimenticare

che con ogni gesto di oggi

si costruisce la terra di domani.